In sintesi: L'ansia da prestazione sessuale riguarda fra il 9% e il 25% degli uomini e alimenta eiaculazione precoce e disfunzione erettile di origine psicologica (Pyke, 2020). Il meccanismo è il controllo: guardarsi da spettatori durante il rapporto spegne proprio quello che si sta cercando di verificare.
- Non è un problema dei cinquantenni — al San Raffaele di Milano un paziente su quattro con disfunzione erettile nuova aveva 40 anni o meno (Capogrosso e colleghi, 2013).
- Prima di tutto la visita — la disfunzione erettile si associa a un rischio cardiovascolare più alto del 45% e di norma precede i sintomi cardiaci (Mostafaei e colleghi, 2021).
- Cosa aiuta — interventi psicologici strutturati, da soli o insieme ai farmaci prescritti (revisione Cochrane, 2007).
- Cosa dire a lei — una frase prima, asciutta, che tolga l'interpretazione peggiore.
Succede una volta. Magari dopo una giornata storta, due bicchieri di troppo, o semplicemente perché quella donna conta più delle altre. La volta dopo, mentre sei con lei, una parte di te resta fuori a controllare se sta funzionando. Ed è esattamente quel controllo a spegnere tutto. Il guaio dell'ansia da prestazione è che si autoalimenta: il ricordo del fallimento produce la vigilanza, la vigilanza produce il fallimento.
Che cos'è l'ansia da prestazione
È la paura di non essere all'altezza in una situazione sessuale, accompagnata dall'attenzione rivolta al proprio corpo invece che a quello che sta succedendo. Robert Pyke, in una revisione pubblicata su Sexual Medicine Reviews, la descrive come uno dei disturbi sessuali più diffusi in assoluto e insieme come uno dei pochi a non avere una diagnosi riconosciuta: non compare nei manuali, pur causando, aggravando o mantenendo la maggior parte delle disfunzioni sessuali comuni. Le stime di prevalenza che riporta vanno dal 9% al 25% degli uomini.
Il meccanismo ha un nome tecnico utile da conoscere, spectatoring: guardare se stessi da spettatori durante il rapporto. L'attenzione, che dovrebbe stare sulle sensazioni e sull'altra persona, si sposta su un monitoraggio continuo. L'eccitazione richiede il contrario, cioè attenzione assorbita da fuori.
Quanto è comune, e a che età
Più di quanto il silenzio fra uomini lasci pensare, e molto prima dei cinquant'anni. Uno studio condotto all'Ospedale San Raffaele di Milano su 439 pazienti che si rivolgevano per la prima volta a un medico per disfunzione erettile ha trovato che uno su quattro aveva 40 anni o meno, e che quasi la metà dei giovani presentava una forma severa, in proporzioni paragonabili a quelle dei pazienti più anziani. Il titolo dell'articolo scientifico dice già tutto: un quadro preoccupante dalla pratica clinica quotidiana.
Va tenuto distinto il fatto dalla sua interpretazione. Che il problema sia frequente nei giovani non significa che sia sempre psicologico: proprio per questo la sequenza corretta parte dal medico.
Prima di tutto il resto, la visita
Questa è la parte che nessun articolo di crescita personale dovrebbe saltare. La disfunzione erettile è un marcatore precoce di malattia vascolare: le arterie del pene hanno un calibro minore di quelle coronariche, quindi lo stesso danno all'endotelio si manifesta lì per primo. Una revisione ombrello pubblicata su BJU International nel 2021, che ha raccolto le revisioni sistematiche e le meta-analisi disponibili, riporta che chi ha disfunzione erettile ha un rischio di malattia cardiovascolare più alto del 45%, di coronaropatia del 50%, di infarto del 55% e di mortalità per ogni causa del 25%, e che i sintomi erettili di norma precedono quelli cardiaci.
Tradotto: un problema di erezione persistente è un motivo per farsi vedere da un urologo o dal medico di base, che valuterà pressione, glicemia, assetto lipidico, testosterone, farmaci in corso, sonno, fumo e alcol. Se la causa è organica, il percorso è medico. Se non lo è, il percorso psicologico parte su basi solide invece che su un'ipotesi. E se hai la tentazione di rimandare, è utile sapere che quella tentazione ha un nome e una letteratura: è lo stesso motivo per cui gli uomini non chiedono aiuto.
Il circolo, passo per passo
| Fase | Cosa succede | Cosa alimenta il giro dopo |
|---|---|---|
| L'episodio | Una volta non funziona, per stanchezza, alcol, tensione | Diventa una prova invece di un caso |
| L'attesa | Prima dell'incontro pensi a come andrà | Il corpo arriva già in allerta |
| Il controllo | Durante, verifichi se sta funzionando | L'attenzione lascia le sensazioni |
| La conferma | L'erezione cala, la previsione si avvera | La prossima volta parti da più lontano |
| L'evitamento | Eviti le occasioni, o bevi per affrontarle | Il problema resta intatto, senza possibilità di smentita |
L'anello su cui si può intervenire è il terzo. Tutti gli approcci efficaci fanno la stessa cosa: riportano l'attenzione dal monitoraggio alle sensazioni, riducendo insieme la posta in gioco.
Cosa aiuta davvero
Il lavoro psicologico strutturato. La revisione Cochrane sugli interventi psicosociali per la disfunzione erettile ha trovato prove a favore della terapia di gruppo focalizzata sul sesso rispetto al gruppo di controllo, e un vantaggio per la combinazione di psicoterapia e sildenafil rispetto al solo farmaco, con meno abbandoni. Terapia cognitivo-comportamentale e mindfulness sono gli approcci che Pyke indica come più promettenti per l'ansia da prestazione in particolare.
Togliere l'obiettivo. L'esercizio classico, il sensate focus introdotto da Masters e Johnson, consiste nel concordare periodi di intimità in cui il rapporto completo è escluso per accordo esplicito. Senza una prova da superare, il circolo perde il carburante.
Parlarne con lei. Il silenzio lascia spazio all'interpretazione peggiore, cioè che sia lei a non piacerti più. Una frase asciutta detta prima, "mi succede quando ci tengo, non ha a che fare con te", cambia completamente il clima della serata. Vale anche quando la storia è appena cominciata, e si collega a quello che scrivevamo su cosa cambia il giorno dopo il primo rapporto.
Sistemare le basi. Sonno, alcol, cannabis, sedentarietà e farmaci in corso hanno effetti misurabili sull'erezione. È la parte meno affascinante e la più sottovalutata.
I farmaci, con la prescrizione. Gli inibitori della PDE5 funzionano anche nelle forme psicogene e possono interrompere il circolo restituendo esperienze positive. Non si comprano online e non si prendono a caso: hanno controindicazioni serie, in particolare con i nitrati.
Se l'ansia non riguarda solo il letto ma tutta la fase che precede un incontro, il punto di partenza più utile è l'articolo sull'ansia da primo appuntamento.
Domande Frequenti
È normale che succeda solo con una persona e non con altre?
Sì, ed è anzi uno degli indizi che orientano verso una componente psicologica: quando il problema compare solo in certe situazioni, o solo con una partner che conta molto, la posta in gioco emotiva è parte della spiegazione. Resta valida la regola di farsi comunque valutare da un medico.
Il porno c'entra qualcosa?
Il dibattito scientifico è aperto e le prove non sono definitive. Quello che si osserva in clinica è un effetto di confronto e di abitudine a stimoli molto intensi, che rende meno eccitante una situazione reale. Ridurne l'uso è un esperimento a basso costo, non una cura garantita.
Quanto ci vuole per uscirne?
Con un percorso mirato si parla in genere di qualche mese, non di anni, e i primi cambiamenti arrivano quando cade l'obbligo di riuscire. Il fattore che allunga i tempi è l'evitamento: meno occasioni ci sono, meno esperienze smentiscono la previsione.
Un coach o uno psicoterapeuta?
Dipende dal quadro. Un percorso di accompagnamento aiuta sulla sicurezza, sulla comunicazione con la partner e sulle situazioni da affrontare; una disfunzione sessuale persistente, un'ansia che invade la vita o un episodio depressivo richiedono uno psicoterapeuta, ed eventualmente un medico. Noi lo diciamo quando serve.
Un percorso su misura per te
Se il problema si ripete e hai già escluso le cause mediche, il lavoro riguarda l'attenzione, le aspettative e il modo in cui ne parli con chi hai accanto. Raccontaci la tua situazione e vediamo da dove partire, in riservatezza. Se preferisci ascoltare prima, ne parliamo anche nel podcast.
Fonti e Riferimenti
- Pyke R.E. (2020) — Sexual performance anxiety. Sexual Medicine Reviews, 8(2): 183-190.
- Capogrosso P. e colleghi (2013) — One patient out of four with newly diagnosed erectile dysfunction is a young man. The Journal of Sexual Medicine, 10(7): 1833-1841.
- Mostafaei H. e colleghi (2021) — Association of erectile dysfunction and cardiovascular disease: an umbrella review of systematic reviews and meta-analyses. BJU International.
- Melnik T., Soares B.G., Nasello A.G. (2007) — Psychosocial interventions for erectile dysfunction. Cochrane Database of Systematic Reviews.

